#smsdalcorpo: clicca qui per leggere: disturbi cronici o ricorrenti alle gambe

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Non si tratta di scomparire nell’oceano. Ma di diventare oceano. Kahlil Gibran

 

 – LO YOGA CHE CURA – 

Il mio approccio all’insegnamento della pratica yoga segue due direzioni ben precise, che parlano di me, della persona che sono e dell’insegnante che scelgo di essere ogni giorno:

  • lo yoga è per tutti e quindi la pratica deve essere accessibile ad ogni persona, a prescindere dall’età e dal fisico
  • lo yoga è terapeutico, può aiutare a prevenire e se necessario curare il corpo e la mente

Per far si che ciò accada, è necessario imparare ad osservare il nostro corpo nel suo insieme, ad interpretare un sintomo non solo riferito alla parte specifica del corpo, ma a considerarlo come espressione di un insieme, che include anche la mente, il nostro modo di pensare, il nostro modo di porci verso il mondo.

Le gambe, quindi, non sono solo quell’insieme di muscoli, ossa e legamenti che serve a farci camminare: per quella mente profonda, che la notte ci manda i sogni, le nostre gambe sono una parte del corpo ricca di significati simbolici.

Rappresentano il nostro “stare in piedi con le proprie gambe”, il nostro essere autonome, la nostra capacità di andare avanti nella vita.

Ogni passo che compiamo, il modo in cui appoggiamo il piede a terra, la nostra andatura, parlano della donna che siamo, delle nostre attitudini, così come delle paure che ci frenano, che ci rallentano nel nostro camminare verso qualcosa.

Imparare a leggere questi significati, leggere gli “sms dal corpo” è fondamentale per comprendere molte malattie psicosomatiche che colpiscono gli arti inferiori e che inibiscono proprio la nostra “libertà di movimento”, in senso sia fisico che esistenziale, e anche per interpretare, ad esempio, la tendenza a infortunarsi di frequente, a “inciampare” in ogni imprevisto della vita.

Stai seguendo la tua strada?

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Postura e movimento acquisiscono un significato psichico ed esistenziale. Fermarsi, indietreggiare, accelerare il passo o cambiare direzione riguardano sia il corpo che le emozioni.

“Rimango con lui o me ne vado?” “Mi piego davanti a questa situazione o avanzo a gamba tesa?” “Sul lavoro è meglio indietreggiare di un passo o fare un passo avanti?”

Niente è accidentale, nemmeno una distorsione alla caviglia mentre porti a spasso il tuo cane: sintomi e patologie che affliggono nel caso specifico le nostre gambe sono anche espressione di conflitti interiori, contraddizioni irrisolte, dubbi e timori.

Hai mai guardato ai sintomi alle gambe da questa prospettiva?

Disturbi ricorrenti? E’ il momento di cambiare

Non trascurare i disturbi ricorrenti o cronici agli arti inferiori; hanno a che fare con la nostra identità personale, con la nostra capacitò di crescere e andare avanti, mantenendoci fedeli alla nostra natura. Che cosa voglio? Che cosa temo? Sarò capace di seguire il mio percorso e farcela da sola.

CONSIGLI PRATICI

  • Non negare il problema, fermati, osserva, ascolta ciò che accade intorno a te: le tue relazioni, il lavoro, i rapporti affettivi, le amicizie.
  • Autonomia o dipendenza? I sintomi alle gambe rivelano un conflitto relativo al tema autonomia/dipendenza: chiediti se la tua “incedere” nella vita è veramente tuo o influenzato da scelte altrui.
  • Se il disturbo torna ciclicamente, il problema alla base non è cambiato. Occorre quindi riflettere su un cambiamento più radicale nel modo in cui, passo dopo passo, camminiamo nel mondo.

La pratica yoga, nella sua componente fisica (Asana) può aiutarci moltissimo in questo: ci aiuta infatti ad “atterrare” nuovamente nel nostro corpo fisico (troppo spesso viviamo scollate dal corpo e siamo totalmente o quasi nella nostra testa: vi capita mai?), ci insegna ad ascoltarlo attraverso le attivazioni di ogni gruppo muscolare, ci insegna a riconoscere la nostra forza, poiché attraverso il tono muscolare scopriamo quanta determinazione abbiamo ad andare verso una direzione scelta o che vorremmo percorrere. La pratica yoga, attraverso il corpo, ci insegna le resilienza e allo stesso tempo il riconoscere il nostro limite, non solo fisico; un limite che possiamo accettare e poi superare, ripetendo a noi stesse: io posso farcela. Ma anche: mi fermo qui.

Quale che sia il mantra che ripeteremo a noi stesse, vale la pena che nasca da noi, dalla nostra mente profonda e meravigliosa, dal nostro corpo che non mente e ci dice esattamente, sempre, ciò di cui abbiamo veramente bisogno.

Lo Yoga è molto più che una pratica sul materassino. E’ una pratica olistica che abbraccia corpo fisico, respiro e mente. Scopri i suoi benefici e come sperimentarli nella tua vita di tutti i giorni, introducendo una buona abitudine. 

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