Pranayama: il controllo del respiro

Pranayama: il controllo del respiro

Respirare è davvero l’atto più naturale che conosciamo e che ci accompagna, silenzioso, per tutta la nostra vita. Proprio per questo, spessissimo ce ne dimentichiamo e lasciamo che cattive abitudini, stress prolungato, stati emotivi repressi modifichino il nostro modo di respirare, generando nel tempo malessere e a volte anche la malattia.

“Finchè c’è respiro nel corpo, c’è vita. Quando si diparte il respiro, si diparte anche la vita. Perciò regola il respiro”

Cit Hatha Yoga Pradipika

Quando parliamo di Pranayama, non parliamo di esercizi di respirazione, ma di tecniche specifiche e molto efficaci per espandere la nostra energia vitale, tecniche che vanno oltre la respirazione e che ci consentono di migliorare la qualità della nostra vita…e anche la lunghezza!

Si, è esattamente quello che ho scritto!

Questa tecnica antichissima ci permette di allungare la nostra vita.

Facciamo un esercizio pratico insieme: premete il pollice destro sul polso sinistro e contate quanti respiri (un’inspirazione + un’espirazione = 1 respiro) eseguite in un minuto.

Pensate ora a come respira ad esempio un cane, il cui respiro è corto e veloce. La media della vita di un cane è tra i 10 e i 13 anni.

Pensate ora alla tartaruga, che impiega 9 minuti a completare un respiro e può trattenere il respiro (e quindi il prana!) per periodi di tempo davvero lunghi: arriva a vivere oltre 150 anni.

Non iniziamo la pratica dei Pranayama da soli, lasciamoci guidare da un insegnante esperto. Se non ci siamo mai avvicinati alla tecnica dei Pranayama, è importante prima di tutto rieducare il nostro respiro, diventare noi stessi consapevoli di come respiriamo, di quali sono gli spazi respiratori nel corpo e dei movimenti del respiro.

E’ importante accorgerci di come respiriamo non solo durante la pratica yoga, ma anche fuori dal tappetino, nella vita di tutti i giorni.

Sono grande sostenitrice della pratica yoga quotidiana, nella sua semplicità. Non serve cimentarsi in asana (posizioni yoga) complicate o avanzate, ciò di cui abbiamo bisogno è la pulizia di ogni movimento, il portare correttamente il corpo nella posizione, così da permettere al nostro respiro, attraverso i movimenti del diaframma, di essere fluido e libero.

Allo stesso modo, se vogliamo stare bene, dobbiamo imparare ad osservare e ascoltare il respiro, a cogliere nel suo essere corto e veloce, ad esempio, il perdurare di uno stato emotivo agitato o di una situazione prolungata di stress.

Prima di avvicinarci a tecniche di Pranayama è bene quindi eseguire quotidianamente esercizi di respirazione diaframmatica, per riprendere possesso della respirazione più ampia ed efficace possibile, per poi passare al respiro yogico completo: con questo esercizio, impariamo ad osservare le tre fasi del respiro, addominale (o diaframmatica), toracica, clavicolare e a sviluppare una respirazione ampia, lunga e completa, che precede l’esperienza dei Pranayama.

Ma cosa significa Pranayama?

Il Maestro B.K.S. Iyengar scrive: “Prana è l’energia che permea l’universo a tutti i suoi livelli. E’ energia fisica, mentale, intellettuale, sessuale, spirituale e cosmica. Tutte le energie vibranti sono Prana, anche tutte le energie fisiche come luce, calore, gravità ed elettricità sono Prana. E’il primo motore di tutte le attività.”

Prana significa energia vitale.

Ayama significa espansione, estensione.

Pranayama è quindi una tecnica di espansione dell’energia vitale, della forza vitale.

Perché eseguire Pranayama? Quali benefici ne traggo nella vita di tutti i giorni?

Pranayama è una tecnica di controllo del movimento degli organi respiratori, che si espandono intenzionalmente e ritmicamente. La tecnica prevede il controllo lungo e protratto dell’inspirazione (Puraka), dell’espirazione (Rechaka) e della ritenzione del respiro, a polmoni pieni e a polmoni vuoti Kumbhaka). Migliora la capacità dei nostri polmoni di prendere aria, e quindi prana, ossigena profondamente tutto il corpo, tessuto dopo tessuto, cellula dopo cellula, mantenendo tutto il nostro organismo in salute.

Per oltre quindici anni ho lavorato come consulente per un laboratorio di analisi di Genetica Medica, interfacciandomi con specialisti in ambito ostetrico e ginecologico e questa mia formazione scientifica mi ha spinto ad approfondire gli aspetti terapeutici della pratica yoga, sia come pratica fisica che di respirazione e tecniche di rilassamento e rigenerazione psico-fisica.

Ecco perché consiglio di unire alla pratica delle asana (posizioni yoga) anche tecniche di controllo del respiro; mentre la pratica delle asana rimuove gli ostacoli fisici che impediscono all’energia vitale di fluire, la pratica dei Pranayama regola questo flusso nel corpo, agendo contemporaneamente sul nostro equilibrio, sulla nostra forza di volontà, condizioni necessarie per divenire padroni di noi stessi e disegnare la vita che vogliamo.

Pranayama: il controllo del respiro